Progettazione immersiva di infrastrutture per telecomunicazioni

Progettazione Immersiva, Realtà Virtuale e Bim

Team La SIA

Vantaggi e applicazioni della progettazione 3d con strumenti di bim authoring

Cos’è la progettazione immersiva?

“The first thing you can use real-time rendering is not for pretty pictures, but for quality control.” (Marcello Sgambelluri, Autodesk University 2016)

Ogni giorno, nel settore AEC, la tecnologia offre nuove soluzioni digitali ai problemi reali della progettazione. È cosa nota che la gestione e trasmissione di dati siano i punti chiave del design contemporaneo, ma non sono altrettanto scontate le modalità con cui farlo.

La transizione dal supporto materiale al digitale ha già cambiato le regole nella condivisione delle informazioni. Ciò non va a intendersi esclusivamente per l’ambito tecnico, ma piuttosto come un fenomeno globale che ha mutato l’approccio alle attività quotidiane.

Nel settore delle costruzioni, il cambio di approccio al design e gestione di un manufatto va di pari passo con le soluzioni hardware e software presenti sul mercato. Un esempio di questo avanzamento consiste nella progettazione “immersiva”, eseguita con strumenti di realtà virtuale, aumentata e mista, simulando o sovrapponendo alla realtà un ambiente digitale.

L’origine di queste applicazioni viene della Gaming Industry. La possibilità di sfruttare i prodotti videoludici in settori diversi ha portato alla creazione dei serious games, e la loro integrazione al settore AEC è ogni giorno maggiore. La definizione di prodotti in un mercato Data-centrico ha determinato una mutazione anche per i prodotti della VR (realtà virtuale), che se prima erano legati alla gestione delle geometrie dei modelli, oggi si interfacciano in maniera diretta e indiretta con i prodotti del settore BIM. Ciò significa che l’integrazione tra BIM e VR permette la completa lettura delle informazioni contenute nelle geometrie modellate. Un risultato importante se si pensa alla possibilità di interrogare gli oggetti all’interno di un ambiente di navigazione fotorealistico.

Il vantaggio che si trae nel navigare all’interno di un ambiente immersivo simulato non riguarda solo il cliente finale, al quale viene permesso di osservare direttamente il prodotto reale che verrà costruito. Anche per il progettista la progettazione immersiva può essere utile a osservare la qualità del prodotto che sta man mano definendo. Tale vantaggio viene accentuato quando gli strumenti software vengono abbinati a quelli hardware, utilizzando visori per la navigazione (VR Headset) o sistemi di motion tracking.

Progettazione immersiva di luoghi di lavoro

QUALI SONO GLI STRUMENTI PIÙ ALL’AVANGUARDIA PER LA PROGETTAZIONE INGEGNERISTICA ED ARCHITETTONICA 3D?

L’evoluzione dei sistemi VR ha visto la produzione di soluzioni da parte di diverse softwarehouse, ciascuna relazionabile ai prodotti del BIM e in grado di utilizzarli in maniera diversa. Volendo eseguire una grossolana classificazione, si potrebbero distinguere prodotti che si interfacciano col modello BIM in maniera diretta o indiretta.

I software di BIM Authoring più utilizzati (Revit, ArchiCAD, ecc..) permettono l’integrazione con gli strumenti VR tramite moduli aggiuntivi lanciati direttamente dall’ambiente di lavoro. Soluzioni di questo genere (Enscape, Lumion, ecc..) permettono di trasferire in real time il modello BIM in un ambiente virtuale di simulazione fotorealistica. Il vantaggio di questo utilizzo sta nella possibilità di variare le soluzioni progettuali e osservare in tempo reale i cambiamenti applicati al modello simulato.
Le applicazioni di integrazione indiretta tra BIM e VR consistono nell’importazione dei modelli informativi in software terzi. Ci si riferisce tipicamente a software per il gaming (Unreal Engine, Unity, ecc..) le cui funzioni sono state estese per il settore AEC. A differenza della modalità sopracitate, sicuramente più user friendly, qui si ha a che fare con applicazioni più complesse che richiedono conoscenze approfondite riguardanti:

• Il 3D design in generale;
• Le modalità di lettura delle informazioni BIM del singolo software;
• La costruzione di logiche per lo sviluppo di un’applicazione VR funzionante;
• Le modalità di condivisione delle applicazioni sviluppate col pubblico.

Queste applicazioni si rivelano più difficili da sviluppare, ma permettono l’utilizzo di maggiori funzionalità rispetto a quelle di tipo “diretto”. Il risultato finale consiste infatti in una vera e propria applicazione standalone, simile a quelle che si osservano nella gaming industry.

Dal lato hardware, grandi sviluppi sono stati fatti sui sistemi HMD (Head Mounted Display), gli headset (Oculus, HTC Vive, ecc..) e la loro integrazione nei software VR utilizzati nel settore AEC. Questi dispositivi sfruttano diverse tecnologie per simulare la navigazione dell’utilizzatore nell’ambiente virtuale, come l’Head Tracking. Il concetto di progettazione immersiva si basa proprio sulla sovrapposizione di immagini digitali nel campo visivo dell’utilizzatore: seguendo i movimenti della testa il dispositivo aggiorna in tempo reale il campo visivo nell’ambiente virtuale, dando l’impressione all’utilizzatore di trovarsi effettivamente all’interno dell’ambiente simulato. Il movimento nell’ambiente immersivo viene generalmente eseguito usando dei controller, tenuti in mano dall’utilizzatore. Esiste anche la possibilità di utilizzare sistemi di Motion Tracking, dispositivi che scansionano l’ambiente reale tramite laser e sono in grado di determinare il movimento del corpo umano per simulare la navigazione nell’ambiente virtuale.

Progettazione immersiva di luoghi di lavoro

QUALI POSSIBILITÀ OFFRE AGLI ADDETTI AI LAVORI (INGEGNERI E ARCHITETTI) LA PROGETTAZIONE IMMERSIVA?

Il vantaggio riservato ai tecnici che utilizzano la progettazione immersiva è un qualcosa di analogo al cambiamento dovuto al passaggio dalla progettazione 2D a quella 3D. Trovarsi all’interno dell’ambiente simulato stabilisce un rapporto più “carnale” tra il progettista e l’opera, coinvolgendolo direttamente ed incrementando la cura dell’attenzione ai dettagli. In termini ancora più pratici, è utilissimo osservare in tempo reale i cambiamenti alle varianti di progetto messe in campo, velocizzando il processo decisionale sull’alternativa che maggiormente rappresenta i desideri del progettista.

Un punto di forza della progettazione immersiva sta nelle capacità di simulazione fotorealistica dei software utilizzati. La simulazione in real time ha cambiato radicalmente le regole del gioco della comunicazione del progetto, riducendo drasticamente i tempi di attesa per rendering di qualità. Viene raggiunto un livello qualitativo elevato usando materiali che meglio simulano la fisicità degli oggetti, o luci artificiali basati su parametri fotometrici di prodotti realmente esistenti. La possibilità di combinare questi elementi a motori di rendering sempre più sofisticati permette di realizzare simulazioni estremamente vicine alla realtà.

Gli strumenti per la progettazione immersiva “diretta” sono oggi in grado di importare le scene modellate e fornire strumenti preconfigurati per la creazione semplificata di scene fotorealistiche. Questo significa per il progettista passare dal flusso di lavoro BIM alla osservazione dei risultati in pochi passaggi. È permessa l’applicazione di materiali realistici alle geometrie importate, il posizionamento di nuovi oggetti, la simulazione della luce naturale e artificiale e, infine, di navigare nell’ambiente creato come se fosse uno spazio reale. Si potrà osservare l’ambiente simulato con un headset e muoversi nel proprio progetto con i controller manuali, valutando al meglio la qualità delle scelte progettuali eseguite.

Le possibilità operative si moltiplicano quando vengono utilizzati software ad hoc per lo sviluppo di applicazioni VR. Trattandosi di strumenti per la creazione di logiche su linguaggio di programmazione (ad esempio C++), le possibilità di sviluppo sono pressoché infinite e limitate solo dalle effettive esigenze del professionista. La personalizzazione è totale: oltre alle procedure di fotosimulazione del modello sopra citate, è possibile creare i propri strumenti personalizzati, le interfacce grafiche, le regole logiche che definiscono l’utilizzo dell’applicazione finita.

Si estende, insomma, il concetto di sola visualizzazione alla possibilità di interagire col modello BIM in maniera più estesa. Utilizzando gli strumenti di programmazione dedicati si possono realizzare strumenti per la lettura dei parametri degli oggetti BIM e la loro trasposizione nell’interfaccia grafica.

È possibile creare elementi che guidano l’utilizzatore nella navigazione e l’uso degli strumenti in maniera personalizzata, avendo così una maggiore possibilità di soddisfare le esigenze della clientela. Strumenti così sofisticati vengono utilizzati anche per la formazione di operatori tramite simulazione di ambienti lavorativi, nonché il controllo di macchinari remoti.

Progettazione immersiva di infrastrutture per telecomunicazioni

QUALI SONO I VANTAGGI DELLA PROGETTAZIONE IMMERSIVA PER I COMMITTENTI DI PROGETTI DI INGEGNERIA E ARCHITETTURA?

Dal punto di vista del committente, il vantaggio offerto dalla progettazione immersiva riguarda l’utilizzo del prodotto VR concluso e condiviso. Il prodotto è da intendersi condivisibile a prescindere dell’applicativo utilizzato nelle fasi di progettazione, e consiste generalmente in un file eseguibile da qualsiasi computer.

Il cliente si troverà a camminare all’interno dello spazio virtuale che al meglio simula l’aspetto del manufatto che dovrà essere effettivamente realizzato. Avrà la possibilità di osservare in anteprima il prodotto finito della commessa, capendo direttamente e senza ambiguità se rispetta appieno le proprie aspettative.

Un output di questo genere può permettere non solo la navigazione all’interno dell’ambiente simulato, ma anche l’interazione con gli oggetti virtuali presenti. È fondamentale in questo caso che gli strumenti siano più user friendly possibili, poiché quello che è necessario creare è un ambiente enattivo, vale a dire dove l’utilizzatore costruisce la propria conoscenza in seguito alle azioni compiute. Ciò significa integrare strumenti di facile utilizzo anche un pubblico non tecnico.

Un vantaggio notevole nell’utilizzo della progettazione immersiva come output comunicativo sta proprio nel fatto di permettere agli attori esterni alla progettazione di dire la propria sul prodotto finito. Basta pensare alla creazione di applicazioni che permettano la scelta di una variante di progetto rispetto a un’altra premendo su semplici pulsanti. Il cliente si troverà nella possibilità di comparare le varianti in maniera semplificata e farsi un’idea di quella che più lo soddisfa.

Approfondendo il livello di personalizzazione, si può guidare il cliente a compiere decisioni personalizzate all’interno del progetto stesso, permettendogli di cambiare configurazioni o materiali degli oggetti modellati attraverso un’interfaccia grafica personalizzata.

Progettazione immersiva di luoghi di lavoro

MANUFATTI INDUSTRIALI

La realtà dei manufatti industriali è una estremamente complessa, dove si mescolano elementi di diverse discipline e il numero di informazioni da gestire è molto elevato. Il caso non riguarda solo le realtà dove la presenza di impianti è significativa, per le quali l’utilizzo di applicazioni VR può aiutare a controllare la disposizione degli elementi MEP.

La loro utilità può riguardare quelle realtà industriali dove intervengono elementi non fisici, come nei manufatti delle tower companies. In questo caso è possibile creare applicazioni ad hoc per la visualizzazione di informazioni non generalmente contenute nei software di progettazione BIM, come l’impatto elettromagnetico dovuto alla presenza di sistemi radianti in un contesto urbano.

Applicazioni di questo genere richiedono un’integrazione delle informazioni ricavate dalla modellazione BIM ad altre di diversa natura, costituendo un contenitore di dati eterogenei che normalmente non potrebbero essere messi in relazione.

Attraverso i prodotti della progettazione immersiva il cliente avrà la possibilità di osservare in maniera accessibile i risultati di analisi tecniche di diversa natura, sotto forma di effetti grafici a lui più comprensibili.

Progettazione immersiva di luoghi di lavoro

AMBIENTI DI LAVORO

L’utilizzo della progettazione immersiva per gli ambienti di lavoro può rivelarsi fondamentale, giacché permette di costruire virtualmente uno spazio già dalla prospettiva del suo utilizzo finale.

La fotosimulazione in tempo reale, unita alla possibilità di navigare in prima persona all’interno dello spazio virtuale permette al progettista di valutare in maniera diretta alcuni aspetti fondamentale della progettazione, come la disposizione delle fonti luminose e il distanziamento degli arredi.

In questo tipo di applicazione gli strumenti di VR possono consentire di posizionare gli oggetti direttamente dalla visualizzazione immersiva, utilizzando i controller disponibili con gli headset in commercio.

Così facendo è possibile attingere da una libreria di oggetti precostituita e disporre gli elementi architettonici dell’ambiente direttamente attorno a sé, simulando l’ambiente di lavoro che dovrà essere realizzato avendo già l’impressione di esserci dentro.

La chiave di questo tipo di applicazione sta sicuramente nella possibilità di colpire il cliente con un ambiente dall’impatto estetico coinvolgente, utilizzando gli strumenti della progettazione immersiva per comunicare i punti di forza di un progetto in tutte le sue caratteristiche.

Progettazione immersiva di infrastrutture per telecomunicazioni

INFRASTRUTTURE E GRANDI OPERE

Se si considera l’intero ciclo di vita di un’opera infrastrutturale, è facile capire come la sua complessità riguardi non solo la fase progettuale ma anche quella di realizzazione. La cantierizzazione di grandi opere può essere semplificata dalla progettazione immersiva utilizzando applicazioni di realtà aumentata o realtà mista.

La realtà aumentata viene applicata mediante dispositivi mobili, sui quali schermi vengono sovrapposti elementi virtuali alle immagini reali. Il loro utilizzo prevede il posizionamento di un elemento reale riconoscibile dai dispositivi, come QR Code stampati e posizionati in punti di interesse sul cantiere.

Così facendo è possibile visualizzare sul dispositivo una simulazione di posizionamento di un grande impianto, verificandone l’effettivo ingombro nello spazio reale ancor prima di posizionarlo. Ulteriori applicazioni possono riguardare la visualizzazione di schede informative degli elementi posizionati in cantiere, dando ulteriori informazioni agli addetti ai lavori.

Progettazione immersiva di infrastrutture per telecomunicazioni

La realtà mista è da considerarsi come una migliore integrazione della realtà aumentata nel mondo della progettazione immersiva, giacché applica i suoi principi utilizzando un Head Mounted Display o un headset. Così facendo le applicazioni sopra citate possono essere visualizzate non su un dispositivo mobile, bensì in maniera immersiva da un operatore che si muove nel cantiere.

Ad esempio, in una grande opera, l’operatore potrebbe muoversi osservando l’attuale stato di avanzamento e simularne il progresso futuro, assicurandosi così dell’efficiente esecuzione dei lavori.

In conclusione, la progettazione immersiva offre le possibilità per attribuire un valore aggiunto al design contemporaneo, dal punto di vista qualitativo sia nella produzione che nella comunicazione di un progetto.


Ingegner Saverio Camillo Saviello
R&D Divisione BIM – La SIA

Decisioni data-driven in ingegneria

BIM: Migliorare le fasi decisionali attraverso l’analisi dei dati

Team La SIA

L’analisi dei dati riduce il rischio d’impresa?

Nel mondo della progettazione, ma più in generale, nel settore delle costruzioni, possiamo dare per vere queste due affermazioni:

  • Se un progetto viene completato in modo perfetto, potremmo ottenere un profitto tra lo 0 ed il 20%;
  • Se un progetto va male, le perdite potrebbero potenzialmente essere molto alte;

Quindi forse, dovremmo dedicare più tempo alla lettura e la comprensione dei dati, per meglio riconoscere quali siano i fattori di rischio e quali invece, le opportunità di miglioramento dei margini.

Dobbiamo abbandonare l’idea che il BIM sia semplicemente un modo migliore di produrre tavole e disegni, con un pizzico di dati legati agli oggetti, clash detection e possibilità di arrivare al 4D, 5D, 6D, 7D.

Il prossimo traguardo da raggiungere e il reale vantaggio dato dal completare un progetto o una commessa adottando questa metodologia sarà quello di ridurre il più possibile i vari fattori di rischio, e questo sarà possibile attraverso l’implementazione e lo studio dell’analisi dei dati che produciamo tra modelli, attività lavorative, risorse e strumenti. Tutti questi dati, se ben interpretati, possono portare a grandi opportunità di margine e di profitto.

Sono ormai diversi anni che qui a La SIA, lavoriamo su progetti e commesse “BIM oriented”, ovvero che si evolvono su processi di gestione e di coordinamento digitale. Per questo motivo, produciamo all’ordine del giorno una quantità di dati notevole, considerando l’alto numero di risorse impiegate, dislocate in 9 sedi diverse.

Dashboard di analisi dati BIM per progetto di ingegneria
Dashboard analisi dati La SIA ingegneria

Interpretare i dati per migliorare le fasi di decision-making

Se riuscissimo a trovare un modo per riunire realmente tutti i dati di tutti i modelli che produciamo, in un unico macro-database, invece che interrogare i vari file singolarmente e separatamente, potremmo forse cominciare a notare degli schemi interessanti.

Interrogando questo macro-database quindi, potremmo arrivare a predire, per un determinato tipo di commessa o progetto, quanto ci costerà, quante risorse serviranno, quali strumenti e con che budget.

Oggi queste analisi vengono effettuate sulla base dell’esperienza pregressa dei vari professionisti coinvolti, ma è evidente che effettuare questo tipo di analisi, basandosi sui dati, porterà a conclusioni molto più oggettive e misurabili. Quindi unire l’esperienza da un lato e una raccolta di dati sempre più solida dall’altro, ci consentirà senza dubbio di migliorare la qualità delle scelte che ci troveremo ad affrontare di progetto in progetto.

Dashboard di analisi dati BIM per progetto di ingegneria
Dashboard analisi dati La SIA ingegneria

Il test di implementazione

Negli ultimi anni, a La SIA, abbiamo cominciato a sperimentare questo tipo di approccio arrivando ad ottenere risultati sempre più attendibili ed affidabili. Una delle commesse più importanti, in termini di durata e numero di risorse impiegate, è la digitalizzazione di un intero asset infrastrutturale, per conto di una delle più importanti aziende del settore delle telecomunicazioni.

Dalle prime fasi di avviamento di questa commessa, abbiamo cominciato a raccogliere dati di vario tipo, come ad esempio le date di inizio e completamento dei modelli, le risorse che ci hanno lavorato, gli strumenti che hanno utilizzato e la frequenza con la quale hanno utilizzato questi strumenti, ed altro ancora.

Successivamente abbiamo cominciato ad analizzare questi dati, cercando di individuare quei famosi schemi di cui parlavamo poco fa. Col passare delle settimane, il numero di dati è cominciato a crescere in modo considerevole, portandoci, ad esempio, ad una migliore comprensione delle attività lavorative, ad aggiungere un ulteriore “passaggio” per il controllo e la validazione dei vari modelli, e aiutarci nella gestione e la pianificazione delle attività future.

Questi primi risultati, oltre a migliorare il nostro stesso workflow operativo, hanno soprattutto portato dei vantaggi verso il cliente, il quale può pianificare le proprie attività basandosi quindi, su dati certi e verificati.

SAIE Bologna - La SIA ingegneria

La SIA a SAIE 2018 – Tecnologie per l’edilizia e l‘ambiente costruito 4.0

Team La SIA

Anche quest’anno abbiamo avuto modo di partecipare al SAIE, la famosa fiera dell’edilizia che si tiene ogni anno a Bologna, ed anche quest’anno è stato dedicato uno spazio al tema della digitalizzazione e del BIM. In questo articolo vogliamo raccontarvi la nostra esperienza e le nostre impressioni sull’evento. È ormai chiaro il fatto che sempre più imprese, studi ed aziende nel settore dell’edilizia, si stanno avvicinando al tema della digitalizzazione. Alcuni lo fanno perché credono che effettivamente l’implementazione di metodi e processi digitali possa portare dei vantaggi nei prossimi anni, altri lo fanno perché lo scorso gennaio è stata pubblicato il decreto sulla digitalizzazione che prevede di arrivare nel 2025, con un sistema a “cascata”, alll’obbligatorietà di avere in azienda un’organizzazione basata su questo metodo, in modo da poter partecipare alle gare pubbliche. A prescindere dalle motivazioni, con piacere abbiamo notato che la direzione che si sta prendendo è questa, implementare il processo digitale all’interno della propria attività in modo da allinearsi alle esigenze di mercato.
Tra i vari interventi ai quali abbiamo avuto il piacere di assistere, ne elenchiamo alcuni che, secondo noi, sono stati tra i più interessanti:

Realtà aumentata ed intelligenza artificiale nei processi di progettazione
Realtà aumentata ed intelligenza artificiale nei processi di progettazione
Relatori:
Cesar Escalante – Design Technology Manager, HOK, San Francisco, CA
Alberto Tono – AR Deep learning BIM, HOK San Francisco, CA
Capacità computazionali e progettazione
Capacità computazionali e progettazione
Relatore:
Alain Waha – BIM lead, Buro Happold, London, UK
BIM dal punto di vista del contractor: l’ampliamento T2 dell’aeroporto di Hong Kong
BIM dal punto di vista del contractor: l’ampliamento T2 dell’aeroporto di Hong Kong
Relatore:
Francesco Tizzani – BIM Manager, Leighton Asia, Shenzen City, China
Opportunità ed ecosistemi nel mercato della digitalizzazione
Opportunità ed ecosistemi nel mercato della digitalizzazione
Relatore:

Claudio Vittori Antisari – Founder, Strategie Digitali, Milano, Italy
Metodologia BIM per i progetti di riqualificazione energetica
Metodologia BIM per i progetti di riqualificazione energetica
Relatori:
Riccardo Pagani – CEO, React Studio & BIMon, Roma, Italy
Veronica Veschi – BIM Coordinator, BIMon, Roma, Italy
Computational Design nei processi HBIM
Computational Design nei processi HBIM
Relatori:
Giacomo Bergonzoni – BIM Manager, OpenProject. Bologna, Italy
Fabrizio Sampietro – BIM Specialist, OpenProject. Bologna, Italy

Strumenti di Business Intelligence per analisi e validazione dei dati di progetto
Strumenti di Business Intelligence per analisi e validazione dei dati di progetto
Relatori:
Manuel Andrè Bottiglieri – Developer e BIM Specialist, Lombardini22. Milano, Italy
Viola Cambiè – R&D, Lombardini22. Milano, Italy

Ovviamente non è stato possibile inserire tutti gli interventi a tema BIM, ma sia gli interventi elencati che non, hanno suscitato un grande interesse da parte di imprese e professionisti del settore. Tra i vari stand che erano a disposizione dei visitatori di quest’anno, abbiamo notato un grande interesse anche a tutto quello che riguarda il mondo del rilievo laser-scanner, sia utilizzando droni dai 30cm fino ad 1m e mezzo di grandezza, sia con l’utilizzo di laser-scanner dotati di treppiede.
La SIA infatti, negli ultimi 18 mesi, perseguendo l’obiettivo di implementare un processo digitale valido, ha inserito all’interno del suo organico, diverse risorse con competenze sul tema BIM e digitalizzazione, come ad esempio l’architetto Gianpaolo Stringa, che ha dedicato parte del suo tempo allo sviluppo di workflow sull’utilizzo di laser-scanner per la creazione di modelli BIM a partire delle nuvole di punti; l’architetto Ernesto Pellegrino, responsabile ricerca e sviluppo e l’ingegnere Eleonora Palladino, che si sono occupati di implementazione dei processi di digitalizzazione a servizio delle varie discipline progettuali; e l’ingegnere Lucia Tirino, che si sta occupando della gestione e del coordinamento BIM di un progetto che vede più di 30 risorse coinvolte. La partecipazione all’evento di Bologna, ci ha fatto constatare con piacere che la nostra azienda, La SIA, ha intrapreso una direzione in linea con quanto sta avvenendo all’interno di altre aziende, che hanno deciso di puntare sulla digitalizzazione dei processi progettuali, garantendo a tutti i propri clienti un alto livello di qualità informativa e di collaborazione interdisciplinare.

La progettazione degli impianti di sicurezza - La SIA ingegneria

La progettazione degli impianti di sicurezza

Team La SIA

Quali sono gli impianti di sicurezza

Gli impianti di sicurezza vengono progettati allo scopo di proteggere i beni materiali ed immateriali, mobili ed immobili, mediante l’utilizzo di tecnologie che, grazie all’introduzione di specifici componenti e software, permettono di monitorare lo stato dei luoghi che si vogliono preservare.
Nello specifico quando si parla di impianti di sicurezza ci si riferisce ai sistemi di controllo accessi e presenza, ai sistemi antintrusione ed agli impianti di videosorveglianza (TVCC).
Il sistema di controllo accessi gestisce l’accesso a determinati locali attraverso l’utilizzo di apparati elettronici come lettori di badge o lettori biometrici, permettendo di monitorare l’ingresso e l’uscita delle persone autorizzate. Tale sistema può essere, inoltre, utile per autorizzare l’accesso dei veicoli attraverso l’utilizzo di telecamere di lettura targhe, per attivare/disattivare altri impianti di sicurezza, memorizzare il transito delle persone o dei mezzi e vietare l’ingresso in determinate fasce orarie.
Ad integrazione dei sistemi di controllo accessi ci sono gli impianti antintrusione, che sono costituiti da un complesso di dispositivi in grado di rilevare i tentativi di violazione di un perimetro controllato. Le moderne centrali di antintrusione, che costituiscono il vero e proprio “cervello” del sistema, permettono di monitorare lo stato dei luoghi, gli eventuali allarmi ma anche di attivare/disattivare determinate zone da remoto attraverso l’uso di software di gestione.
Gli impianti antintrusione possono essere divisi in due categorie:
• Sistemi di rivelazione per esterno: proteggono il perimetro esterno del sito mediante l’utilizzo di sensori (barriere a microonde, barriere a infrarossi, sensori interrati o sensori da installare sulla recinzione) che vengono scelti in base all’area e al tipo di montaggio che si vuole effettuare.
• Sistemi di rivelazione per interni: destinati alla protezione sia del perimetro interno dell’area (contatti magnetici installati su porte e finestre, sensori piezometrici) che dell’ambiente interno (rivelatori volumetrici).
La norma CEI 79-3 definisce la sequenza delle fasi da rispettare per la corretta progettazione di un impianto antintrusione, indicando i metodi con cui effettuare l’analisi dei rischi al fine di poter individuare il grado di sicurezza corretto per la protezione del sito.
In associazione alle tipologie di impianti sopra citate si può installare un sistema di videosorveglianza (impianto TVCC) in grado di accertare e valutare gli eventi sulla base di informazioni visive. Questi sistemi forniscono al personale preposto alla sorveglianza sia le immagini del perimetro (attraverso l’utilizzo di telecamere posizionate ad inseguimento) che quelle dei locali da controllare.

Il progetto degli impianti di sicurezza

La predisposizione di un progetto, preliminare, definitivo o esecutivo, prevede come prima istanza un sopralluogo tecnico, durante il quale si esamineranno lo stato dei luoghi, le esigenze del cliente, i punti di vulnerabilità ed eventuali tecnologie già presenti da dover integrare e/o sostituire.
Sulla base del sopralluogo viene effettuata un’analisi dei rischi, attraverso la quale si potrà individuare il livello di sicurezza necessario. La stesura del progetto vero e proprio prevede uno studio accurato dei luoghi e delle attività che si svolgono all’interno di essi al fine di individuare i sistemi che dovranno essere installati sia all’esterno che all’interno del sito.
La protezione dei luoghi viene, infatti, articolata su livelli concentrici, si comincia a progettare dall’esterno all’interno e viceversa, individuando in particolar modo eventuali locali ad alto rischio che necessitano di una maggiore attenzione per le attività che vi si svolgono internamente o per le informazioni in essi contenute. Sulla base delle esigenze della committenza si può, inoltre, valutare l’utilizzo di un sistema integrato di gestione degli allarmi e degli eventi che permetta di verificare lo stato degli impianti mediante l’uso di applicazioni per smartphone e tablet o attraverso l’utilizzo di pc client posizionati nei locali adibiti alla sorveglianza. Questo elemento diventa di fondamentale importanza specialmente per strutture grandi che presentano un elevato numero di componenti in campo e necessitano un controllo puntuale di essi. Una rete di networking asservita esclusivamente ai sistemi di sicurezza consente di veicolare i flussi video delle telecamere, gli allarmi e le segnalazioni dei vari sistemi verso il sistema di gestione.
LA SIA s.r.l., grazie alle competenze specialistiche nell’ambito degli impianti di sicurezza, è in grado di progettare tale tipologia di sistemi sia per siti industriali e commerciali che per aree di tipo militare avendo, infatti, elaborato le contromisure necessarie per l’innalzamento degli standard di sicurezza fisica dei siti Leonardo S.p.A., gruppo industriale internazionale attivo nei settori dell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza.

Il rispetto della privacy sin dalla fase di progettazione degli impianti di videosorveglianza

Come noto, il 25 maggio scorso è entrato in vigore il Regolamento UE 2016/679 (in breve “GDPR”) il quale, unitamente al d.lgs. 101/2018 di recepimento dello stesso, ha rinnovato la normativa in materia di privacy.
Una delle novità più rilevanti del GDPR, rispetto alle direttive precedenti, è nel fatto che lo stesso fornisce indicazioni precise sulle architetture di trattamento dei dati, le quali devono garantire il raggiungimento degli obbiettivi di protezione dei dati stessi.
Ciò comporta che tutti gli operatori sono tenuti, sin dalla fase di progettazione di impianti di videosorveglianza e controllo accessi, al rispetto di quanto prescritto della normativa privacy, garantendo così la cosiddetta privacy by design e privacy by default ( ovvero “per impostazione predefinita”).
In breve, la privacy by design e la privacy by default impongono a chi sviluppa un progetto, in cui sia implicato il trattamento di dati personali (come appunto la videosorveglianza ed il controllo accessi in generale), l’introduzione di misure preventive (tecniche, documentali ed organizzative) che siano strutturalmente in grado di garantire la sicurezza del trattamento dei dati sia già nel momento in cui l’architettura stessa è progettata e sia per tutta la durata del trattamento stesso.
Come indicato dallo stesso GDPR, tali misure potrebbero consistere, tra l’altro, nel ridurre al minimo il trattamento dei dati personali, limitando sia l’accesso alle immagini in diretta o registrate e sia l’area ripresa, introdurre sistemi di criptografia delle immagini, offrire trasparenza per quanto riguarda le funzioni e il trattamento di dati personali e consentire al titolare del trattamento di creare e migliorare caratteristiche di sicurezza.
Quella introdotta dal GDPR è una vera e propria rivoluzione, la quale investe il trattamento dei dati non più solo nella fase “operativa” ma si allarga fino ad includere la fase di progettazione ed installazione, rendendo attori nel processo di trattamento dei dati anche le aziende che progettano gli impianti.

Building Information Modeling

Cosa significa introdurre in azienda gli standard BIM?

Team La SIA

L’utilizzo di nuove metodologie per la progettazione e gestione di un’opera porta con sé una serie di vantaggi per l’azienda che decide di usufruirne, ma indubbiamente accanto a tali vantaggi vi sono anche dubbi iniziali sulle modalità migliori di utilizzo. Una di queste nuove tecniche rivoluzionarie è sicuramente il BIM, il quale sta portando grandi vantaggi alle aziende, i quali possono essere amplificati mediante l’utilizzo di standards e linee guida. Di seguito potrete leggere un interessante approfondimento sull’argomento scritto da Ernesto Pellegrino, Marika Prete ed Eleonora Palladino che fanno parte del BIM team di La SIA.

L’importanza degli standard BIM

Il settore delle costruzioni sta vivendo forti cambiamenti in termini di metodi e processi che regolano le complesse attività di settore. La maggiore diffusione di tali metodologie di digitalizzazione, che vengono identificate con l’acronimo BIM, accelerano sempre di più questi cambiamenti.
Il BIM, come ogni “metodo” che si rispetti, necessita, o per lo meno acquisisce un maggior valore in termini di qualità, quando viene regolamentato o basato su linee guida e standard.
A questo proposito non sono poche le pubblicazioni, reperibili in rete, di tale documentazione redatte da varie organizzazioni istituzionali.

Gli standard sono come “le fondazioni di un edificio” per la produzione e la gestione di dati e hanno lo scopo di garantire uniformità e coerenza delle informazioni. In un certo senso, senza di essi la collaborazione tra i team di lavoro sarà, nel migliore dei casi, problematica e nel peggiore, porterà al completo fallimento delle attività.
La definizione delle linee guida porterà una serie di vantaggi, alcuni dei quali:
• Incremento della qualità delle informazioni con conseguente aumento della qualità del processo e viceversa
• Riduzione dei tempi delle singole attività operative
• Migliore coordinamento interdisciplinare
• Maggiore sicurezza e consapevolezza sulle modalità di svolgimento delle varie task

Come accennato sopra, ad oggi esistono standard già definiti dai quali ogni azienda potrebbe trarne vantaggio, utilizzandoli come punti di partenza per la definizione delle proprie linee di guida, “cucite” sulle necessità e gli obiettivi aziendali.
Certamente le difficoltà nel redigere tali linee guida non sono poche poiché il settore delle costruzioni è molto complesso ed è caratterizzato da un numero elevato di variabili e di figure coinvolte.
Tuttavia, prima di cominciare a introdurre gli standard BIM all’interno della propria organizzazione, potrebbe essere utile tenere presenti questi 3 concetti:
1. Non esiste un metodo universale
2. L’individuazione degli obiettivi è importante per definire metodi e processi
3. Il software è solo uno strumento, le persone determinano il processo

L’applicazione di queste linee guida fornirà, nel corso del tempo, una serie di feedback che permetteranno di ottimizzare i flussi di lavoro, centrare sempre di più gli obiettivi e soddisfare le necessità dell’azienda.

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