SAIE Bologna - La SIA ingegneria

La SIA a SAIE 2018 – Tecnologie per l’edilizia e l‘ambiente costruito 4.0

Team La SIA

Anche quest’anno abbiamo avuto modo di partecipare al SAIE, la famosa fiera dell’edilizia che si tiene ogni anno a Bologna, ed anche quest’anno è stato dedicato uno spazio al tema della digitalizzazione e del BIM. In questo articolo vogliamo raccontarvi la nostra esperienza e le nostre impressioni sull’evento. È ormai chiaro il fatto che sempre più imprese, studi ed aziende nel settore dell’edilizia, si stanno avvicinando al tema della digitalizzazione. Alcuni lo fanno perché credono che effettivamente l’implementazione di metodi e processi digitali possa portare dei vantaggi nei prossimi anni, altri lo fanno perché lo scorso gennaio è stata pubblicato il decreto sulla digitalizzazione che prevede di arrivare nel 2025, con un sistema a “cascata”, alll’obbligatorietà di avere in azienda un’organizzazione basata su questo metodo, in modo da poter partecipare alle gare pubbliche. A prescindere dalle motivazioni, con piacere abbiamo notato che la direzione che si sta prendendo è questa, implementare il processo digitale all’interno della propria attività in modo da allinearsi alle esigenze di mercato.
Tra i vari interventi ai quali abbiamo avuto il piacere di assistere, ne elenchiamo alcuni che, secondo noi, sono stati tra i più interessanti:

Realtà aumentata ed intelligenza artificiale nei processi di progettazione
Realtà aumentata ed intelligenza artificiale nei processi di progettazione
Relatori:
Cesar Escalante – Design Technology Manager, HOK, San Francisco, CA
Alberto Tono – AR Deep learning BIM, HOK San Francisco, CA
Capacità computazionali e progettazione
Capacità computazionali e progettazione
Relatore:
Alain Waha – BIM lead, Buro Happold, London, UK
BIM dal punto di vista del contractor: l’ampliamento T2 dell’aeroporto di Hong Kong
BIM dal punto di vista del contractor: l’ampliamento T2 dell’aeroporto di Hong Kong
Relatore:
Francesco Tizzani – BIM Manager, Leighton Asia, Shenzen City, China
Opportunità ed ecosistemi nel mercato della digitalizzazione
Opportunità ed ecosistemi nel mercato della digitalizzazione
Relatore:

Claudio Vittori Antisari – Founder, Strategie Digitali, Milano, Italy
Metodologia BIM per i progetti di riqualificazione energetica
Metodologia BIM per i progetti di riqualificazione energetica
Relatori:
Riccardo Pagani – CEO, React Studio & BIMon, Roma, Italy
Veronica Veschi – BIM Coordinator, BIMon, Roma, Italy
Computational Design nei processi HBIM
Computational Design nei processi HBIM
Relatori:
Giacomo Bergonzoni – BIM Manager, OpenProject. Bologna, Italy
Fabrizio Sampietro – BIM Specialist, OpenProject. Bologna, Italy

Strumenti di Business Intelligence per analisi e validazione dei dati di progetto
Strumenti di Business Intelligence per analisi e validazione dei dati di progetto
Relatori:
Manuel Andrè Bottiglieri – Developer e BIM Specialist, Lombardini22. Milano, Italy
Viola Cambiè – R&D, Lombardini22. Milano, Italy

Ovviamente non è stato possibile inserire tutti gli interventi a tema BIM, ma sia gli interventi elencati che non, hanno suscitato un grande interesse da parte di imprese e professionisti del settore. Tra i vari stand che erano a disposizione dei visitatori di quest’anno, abbiamo notato un grande interesse anche a tutto quello che riguarda il mondo del rilievo laser-scanner, sia utilizzando droni dai 30cm fino ad 1m e mezzo di grandezza, sia con l’utilizzo di laser-scanner dotati di treppiede.
La SIA infatti, negli ultimi 18 mesi, perseguendo l’obiettivo di implementare un processo digitale valido, ha inserito all’interno del suo organico, diverse risorse con competenze sul tema BIM e digitalizzazione, come ad esempio l’architetto Gianpaolo Stringa, che ha dedicato parte del suo tempo allo sviluppo di workflow sull’utilizzo di laser-scanner per la creazione di modelli BIM a partire delle nuvole di punti; l’architetto Ernesto Pellegrino, responsabile ricerca e sviluppo e l’ingegnere Eleonora Palladino, che si sono occupati di implementazione dei processi di digitalizzazione a servizio delle varie discipline progettuali; e l’ingegnere Lucia Tirino, che si sta occupando della gestione e del coordinamento BIM di un progetto che vede più di 30 risorse coinvolte. La partecipazione all’evento di Bologna, ci ha fatto constatare con piacere che la nostra azienda, La SIA, ha intrapreso una direzione in linea con quanto sta avvenendo all’interno di altre aziende, che hanno deciso di puntare sulla digitalizzazione dei processi progettuali, garantendo a tutti i propri clienti un alto livello di qualità informativa e di collaborazione interdisciplinare.

La progettazione degli impianti di sicurezza - La SIA ingegneria

La progettazione degli impianti di sicurezza

Team La SIA

Quali sono gli impianti di sicurezza

Gli impianti di sicurezza vengono progettati allo scopo di proteggere i beni materiali ed immateriali, mobili ed immobili, mediante l’utilizzo di tecnologie che, grazie all’introduzione di specifici componenti e software, permettono di monitorare lo stato dei luoghi che si vogliono preservare.
Nello specifico quando si parla di impianti di sicurezza ci si riferisce ai sistemi di controllo accessi e presenza, ai sistemi antintrusione ed agli impianti di videosorveglianza (TVCC).
Il sistema di controllo accessi gestisce l’accesso a determinati locali attraverso l’utilizzo di apparati elettronici come lettori di badge o lettori biometrici, permettendo di monitorare l’ingresso e l’uscita delle persone autorizzate. Tale sistema può essere, inoltre, utile per autorizzare l’accesso dei veicoli attraverso l’utilizzo di telecamere di lettura targhe, per attivare/disattivare altri impianti di sicurezza, memorizzare il transito delle persone o dei mezzi e vietare l’ingresso in determinate fasce orarie.
Ad integrazione dei sistemi di controllo accessi ci sono gli impianti antintrusione, che sono costituiti da un complesso di dispositivi in grado di rilevare i tentativi di violazione di un perimetro controllato. Le moderne centrali di antintrusione, che costituiscono il vero e proprio “cervello” del sistema, permettono di monitorare lo stato dei luoghi, gli eventuali allarmi ma anche di attivare/disattivare determinate zone da remoto attraverso l’uso di software di gestione.
Gli impianti antintrusione possono essere divisi in due categorie:
• Sistemi di rivelazione per esterno: proteggono il perimetro esterno del sito mediante l’utilizzo di sensori (barriere a microonde, barriere a infrarossi, sensori interrati o sensori da installare sulla recinzione) che vengono scelti in base all’area e al tipo di montaggio che si vuole effettuare.
• Sistemi di rivelazione per interni: destinati alla protezione sia del perimetro interno dell’area (contatti magnetici installati su porte e finestre, sensori piezometrici) che dell’ambiente interno (rivelatori volumetrici).
La norma CEI 79-3 definisce la sequenza delle fasi da rispettare per la corretta progettazione di un impianto antintrusione, indicando i metodi con cui effettuare l’analisi dei rischi al fine di poter individuare il grado di sicurezza corretto per la protezione del sito.
In associazione alle tipologie di impianti sopra citate si può installare un sistema di videosorveglianza (impianto TVCC) in grado di accertare e valutare gli eventi sulla base di informazioni visive. Questi sistemi forniscono al personale preposto alla sorveglianza sia le immagini del perimetro (attraverso l’utilizzo di telecamere posizionate ad inseguimento) che quelle dei locali da controllare.

Il progetto degli impianti di sicurezza

La predisposizione di un progetto, preliminare, definitivo o esecutivo, prevede come prima istanza un sopralluogo tecnico, durante il quale si esamineranno lo stato dei luoghi, le esigenze del cliente, i punti di vulnerabilità ed eventuali tecnologie già presenti da dover integrare e/o sostituire.
Sulla base del sopralluogo viene effettuata un’analisi dei rischi, attraverso la quale si potrà individuare il livello di sicurezza necessario. La stesura del progetto vero e proprio prevede uno studio accurato dei luoghi e delle attività che si svolgono all’interno di essi al fine di individuare i sistemi che dovranno essere installati sia all’esterno che all’interno del sito.
La protezione dei luoghi viene, infatti, articolata su livelli concentrici, si comincia a progettare dall’esterno all’interno e viceversa, individuando in particolar modo eventuali locali ad alto rischio che necessitano di una maggiore attenzione per le attività che vi si svolgono internamente o per le informazioni in essi contenute. Sulla base delle esigenze della committenza si può, inoltre, valutare l’utilizzo di un sistema integrato di gestione degli allarmi e degli eventi che permetta di verificare lo stato degli impianti mediante l’uso di applicazioni per smartphone e tablet o attraverso l’utilizzo di pc client posizionati nei locali adibiti alla sorveglianza. Questo elemento diventa di fondamentale importanza specialmente per strutture grandi che presentano un elevato numero di componenti in campo e necessitano un controllo puntuale di essi. Una rete di networking asservita esclusivamente ai sistemi di sicurezza consente di veicolare i flussi video delle telecamere, gli allarmi e le segnalazioni dei vari sistemi verso il sistema di gestione.
LA SIA s.r.l., grazie alle competenze specialistiche nell’ambito degli impianti di sicurezza, è in grado di progettare tale tipologia di sistemi sia per siti industriali e commerciali che per aree di tipo militare avendo, infatti, elaborato le contromisure necessarie per l’innalzamento degli standard di sicurezza fisica dei siti Leonardo S.p.A., gruppo industriale internazionale attivo nei settori dell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza.

Il rispetto della privacy sin dalla fase di progettazione degli impianti di videosorveglianza

Come noto, il 25 maggio scorso è entrato in vigore il Regolamento UE 2016/679 (in breve “GDPR”) il quale, unitamente al d.lgs. 101/2018 di recepimento dello stesso, ha rinnovato la normativa in materia di privacy.
Una delle novità più rilevanti del GDPR, rispetto alle direttive precedenti, è nel fatto che lo stesso fornisce indicazioni precise sulle architetture di trattamento dei dati, le quali devono garantire il raggiungimento degli obbiettivi di protezione dei dati stessi.
Ciò comporta che tutti gli operatori sono tenuti, sin dalla fase di progettazione di impianti di videosorveglianza e controllo accessi, al rispetto di quanto prescritto della normativa privacy, garantendo così la cosiddetta privacy by design e privacy by default ( ovvero “per impostazione predefinita”).
In breve, la privacy by design e la privacy by default impongono a chi sviluppa un progetto, in cui sia implicato il trattamento di dati personali (come appunto la videosorveglianza ed il controllo accessi in generale), l’introduzione di misure preventive (tecniche, documentali ed organizzative) che siano strutturalmente in grado di garantire la sicurezza del trattamento dei dati sia già nel momento in cui l’architettura stessa è progettata e sia per tutta la durata del trattamento stesso.
Come indicato dallo stesso GDPR, tali misure potrebbero consistere, tra l’altro, nel ridurre al minimo il trattamento dei dati personali, limitando sia l’accesso alle immagini in diretta o registrate e sia l’area ripresa, introdurre sistemi di criptografia delle immagini, offrire trasparenza per quanto riguarda le funzioni e il trattamento di dati personali e consentire al titolare del trattamento di creare e migliorare caratteristiche di sicurezza.
Quella introdotta dal GDPR è una vera e propria rivoluzione, la quale investe il trattamento dei dati non più solo nella fase “operativa” ma si allarga fino ad includere la fase di progettazione ed installazione, rendendo attori nel processo di trattamento dei dati anche le aziende che progettano gli impianti.

BIM - La SIA srl

Cosa significa introdurre in azienda gli standard BIM?

Team La SIA

L’utilizzo di nuove metodologie per la progettazione e gestione di un’opera porta con sé una serie di vantaggi per l’azienda che decide di usufruirne, ma indubbiamente accanto a tali vantaggi vi sono anche dubbi iniziali sulle modalità migliori di utilizzo. Una di queste nuove tecniche rivoluzionarie è sicuramente il BIM, il quale sta portando grandi vantaggi alle aziende, i quali possono essere amplificati mediante l’utilizzo di standards e linee guida. Di seguito potrete leggere un interessante approfondimento sull’argomento scritto da Ernesto Pellegrino, Marika Prete ed Eleonora Palladino che fanno parte del BIM team di La SIA.

L’importanza degli standard BIM

Il settore delle costruzioni sta vivendo forti cambiamenti in termini di metodi e processi che regolano le complesse attività di settore. La maggiore diffusione di tali metodologie di digitalizzazione, che vengono identificate con l’acronimo BIM, accelerano sempre di più questi cambiamenti.
Il BIM, come ogni “metodo” che si rispetti, necessita, o per lo meno acquisisce un maggior valore in termini di qualità, quando viene regolamentato o basato su linee guida e standard.
A questo proposito non sono poche le pubblicazioni, reperibili in rete, di tale documentazione redatte da varie organizzazioni istituzionali.

Gli standard sono come “le fondazioni di un edificio” per la produzione e la gestione di dati e hanno lo scopo di garantire uniformità e coerenza delle informazioni. In un certo senso, senza di essi la collaborazione tra i team di lavoro sarà, nel migliore dei casi, problematica e nel peggiore, porterà al completo fallimento delle attività.
La definizione delle linee guida porterà una serie di vantaggi, alcuni dei quali:
• Incremento della qualità delle informazioni con conseguente aumento della qualità del processo e viceversa
• Riduzione dei tempi delle singole attività operative
• Migliore coordinamento interdisciplinare
• Maggiore sicurezza e consapevolezza sulle modalità di svolgimento delle varie task

Come accennato sopra, ad oggi esistono standard già definiti dai quali ogni azienda potrebbe trarne vantaggio, utilizzandoli come punti di partenza per la definizione delle proprie linee di guida, “cucite” sulle necessità e gli obiettivi aziendali.
Certamente le difficoltà nel redigere tali linee guida non sono poche poiché il settore delle costruzioni è molto complesso ed è caratterizzato da un numero elevato di variabili e di figure coinvolte.
Tuttavia, prima di cominciare a introdurre gli standard BIM all’interno della propria organizzazione, potrebbe essere utile tenere presenti questi 3 concetti:
1. Non esiste un metodo universale
2. L’individuazione degli obiettivi è importante per definire metodi e processi
3. Il software è solo uno strumento, le persone determinano il processo

L’applicazione di queste linee guida fornirà, nel corso del tempo, una serie di feedback che permetteranno di ottimizzare i flussi di lavoro, centrare sempre di più gli obiettivi e soddisfare le necessità dell’azienda.

Contatti Headquarters La SIA

Viale Luigi Schiavonetti 286, Roma

+39 06 4544 1972

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