SAIE Bologna - La SIA ingegneria

La SIA a SAIE 2018 – Tecnologie per l’edilizia e l‘ambiente costruito 4.0

Team La SIA

Anche quest’anno abbiamo avuto modo di partecipare al SAIE, la famosa fiera dell’edilizia che si tiene ogni anno a Bologna, ed anche quest’anno è stato dedicato uno spazio al tema della digitalizzazione e del BIM. In questo articolo vogliamo raccontarvi la nostra esperienza e le nostre impressioni sull’evento. È ormai chiaro il fatto che sempre più imprese, studi ed aziende nel settore dell’edilizia, si stanno avvicinando al tema della digitalizzazione. Alcuni lo fanno perché credono che effettivamente l’implementazione di metodi e processi digitali possa portare dei vantaggi nei prossimi anni, altri lo fanno perché lo scorso gennaio è stata pubblicato il decreto sulla digitalizzazione che prevede di arrivare nel 2025, con un sistema a “cascata”, alll’obbligatorietà di avere in azienda un’organizzazione basata su questo metodo, in modo da poter partecipare alle gare pubbliche. A prescindere dalle motivazioni, con piacere abbiamo notato che la direzione che si sta prendendo è questa, implementare il processo digitale all’interno della propria attività in modo da allinearsi alle esigenze di mercato.
Tra i vari interventi ai quali abbiamo avuto il piacere di assistere, ne elenchiamo alcuni che, secondo noi, sono stati tra i più interessanti:

Realtà aumentata ed intelligenza artificiale nei processi di progettazione
Realtà aumentata ed intelligenza artificiale nei processi di progettazione
Relatori:
Cesar Escalante – Design Technology Manager, HOK, San Francisco, CA
Alberto Tono – AR Deep learning BIM, HOK San Francisco, CA
Capacità computazionali e progettazione
Capacità computazionali e progettazione
Relatore:
Alain Waha – BIM lead, Buro Happold, London, UK
BIM dal punto di vista del contractor: l’ampliamento T2 dell’aeroporto di Hong Kong
BIM dal punto di vista del contractor: l’ampliamento T2 dell’aeroporto di Hong Kong
Relatore:
Francesco Tizzani – BIM Manager, Leighton Asia, Shenzen City, China
Opportunità ed ecosistemi nel mercato della digitalizzazione
Opportunità ed ecosistemi nel mercato della digitalizzazione
Relatore:

Claudio Vittori Antisari – Founder, Strategie Digitali, Milano, Italy
Metodologia BIM per i progetti di riqualificazione energetica
Metodologia BIM per i progetti di riqualificazione energetica
Relatori:
Riccardo Pagani – CEO, React Studio & BIMon, Roma, Italy
Veronica Veschi – BIM Coordinator, BIMon, Roma, Italy
Computational Design nei processi HBIM
Computational Design nei processi HBIM
Relatori:
Giacomo Bergonzoni – BIM Manager, OpenProject. Bologna, Italy
Fabrizio Sampietro – BIM Specialist, OpenProject. Bologna, Italy

Strumenti di Business Intelligence per analisi e validazione dei dati di progetto
Strumenti di Business Intelligence per analisi e validazione dei dati di progetto
Relatori:
Manuel Andrè Bottiglieri – Developer e BIM Specialist, Lombardini22. Milano, Italy
Viola Cambiè – R&D, Lombardini22. Milano, Italy

Ovviamente non è stato possibile inserire tutti gli interventi a tema BIM, ma sia gli interventi elencati che non, hanno suscitato un grande interesse da parte di imprese e professionisti del settore. Tra i vari stand che erano a disposizione dei visitatori di quest’anno, abbiamo notato un grande interesse anche a tutto quello che riguarda il mondo del rilievo laser-scanner, sia utilizzando droni dai 30cm fino ad 1m e mezzo di grandezza, sia con l’utilizzo di laser-scanner dotati di treppiede.
La SIA infatti, negli ultimi 18 mesi, perseguendo l’obiettivo di implementare un processo digitale valido, ha inserito all’interno del suo organico, diverse risorse con competenze sul tema BIM e digitalizzazione, come ad esempio l’architetto Gianpaolo Stringa, che ha dedicato parte del suo tempo allo sviluppo di workflow sull’utilizzo di laser-scanner per la creazione di modelli BIM a partire delle nuvole di punti; l’architetto Ernesto Pellegrino, responsabile ricerca e sviluppo e l’ingegnere Eleonora Palladino, che si sono occupati di implementazione dei processi di digitalizzazione a servizio delle varie discipline progettuali; e l’ingegnere Lucia Tirino, che si sta occupando della gestione e del coordinamento BIM di un progetto che vede più di 30 risorse coinvolte. La partecipazione all’evento di Bologna, ci ha fatto constatare con piacere che la nostra azienda, La SIA, ha intrapreso una direzione in linea con quanto sta avvenendo all’interno di altre aziende, che hanno deciso di puntare sulla digitalizzazione dei processi progettuali, garantendo a tutti i propri clienti un alto livello di qualità informativa e di collaborazione interdisciplinare.

La progettazione degli impianti di sicurezza - La SIA ingegneria

La progettazione degli impianti di sicurezza

Team La SIA

Quali sono gli impianti di sicurezza

Gli impianti di sicurezza vengono progettati allo scopo di proteggere i beni materiali ed immateriali, mobili ed immobili, mediante l’utilizzo di tecnologie che, grazie all’introduzione di specifici componenti e software, permettono di monitorare lo stato dei luoghi che si vogliono preservare.
Nello specifico quando si parla di impianti di sicurezza ci si riferisce ai sistemi di controllo accessi e presenza, ai sistemi antintrusione ed agli impianti di videosorveglianza (TVCC).
Il sistema di controllo accessi gestisce l’accesso a determinati locali attraverso l’utilizzo di apparati elettronici come lettori di badge o lettori biometrici, permettendo di monitorare l’ingresso e l’uscita delle persone autorizzate. Tale sistema può essere, inoltre, utile per autorizzare l’accesso dei veicoli attraverso l’utilizzo di telecamere di lettura targhe, per attivare/disattivare altri impianti di sicurezza, memorizzare il transito delle persone o dei mezzi e vietare l’ingresso in determinate fasce orarie.
Ad integrazione dei sistemi di controllo accessi ci sono gli impianti antintrusione, che sono costituiti da un complesso di dispositivi in grado di rilevare i tentativi di violazione di un perimetro controllato. Le moderne centrali di antintrusione, che costituiscono il vero e proprio “cervello” del sistema, permettono di monitorare lo stato dei luoghi, gli eventuali allarmi ma anche di attivare/disattivare determinate zone da remoto attraverso l’uso di software di gestione.
Gli impianti antintrusione possono essere divisi in due categorie:
• Sistemi di rivelazione per esterno: proteggono il perimetro esterno del sito mediante l’utilizzo di sensori (barriere a microonde, barriere a infrarossi, sensori interrati o sensori da installare sulla recinzione) che vengono scelti in base all’area e al tipo di montaggio che si vuole effettuare.
• Sistemi di rivelazione per interni: destinati alla protezione sia del perimetro interno dell’area (contatti magnetici installati su porte e finestre, sensori piezometrici) che dell’ambiente interno (rivelatori volumetrici).
La norma CEI 79-3 definisce la sequenza delle fasi da rispettare per la corretta progettazione di un impianto antintrusione, indicando i metodi con cui effettuare l’analisi dei rischi al fine di poter individuare il grado di sicurezza corretto per la protezione del sito.
In associazione alle tipologie di impianti sopra citate si può installare un sistema di videosorveglianza (impianto TVCC) in grado di accertare e valutare gli eventi sulla base di informazioni visive. Questi sistemi forniscono al personale preposto alla sorveglianza sia le immagini del perimetro (attraverso l’utilizzo di telecamere posizionate ad inseguimento) che quelle dei locali da controllare.

Il progetto degli impianti di sicurezza

La predisposizione di un progetto, preliminare, definitivo o esecutivo, prevede come prima istanza un sopralluogo tecnico, durante il quale si esamineranno lo stato dei luoghi, le esigenze del cliente, i punti di vulnerabilità ed eventuali tecnologie già presenti da dover integrare e/o sostituire.
Sulla base del sopralluogo viene effettuata un’analisi dei rischi, attraverso la quale si potrà individuare il livello di sicurezza necessario. La stesura del progetto vero e proprio prevede uno studio accurato dei luoghi e delle attività che si svolgono all’interno di essi al fine di individuare i sistemi che dovranno essere installati sia all’esterno che all’interno del sito.
La protezione dei luoghi viene, infatti, articolata su livelli concentrici, si comincia a progettare dall’esterno all’interno e viceversa, individuando in particolar modo eventuali locali ad alto rischio che necessitano di una maggiore attenzione per le attività che vi si svolgono internamente o per le informazioni in essi contenute. Sulla base delle esigenze della committenza si può, inoltre, valutare l’utilizzo di un sistema integrato di gestione degli allarmi e degli eventi che permetta di verificare lo stato degli impianti mediante l’uso di applicazioni per smartphone e tablet o attraverso l’utilizzo di pc client posizionati nei locali adibiti alla sorveglianza. Questo elemento diventa di fondamentale importanza specialmente per strutture grandi che presentano un elevato numero di componenti in campo e necessitano un controllo puntuale di essi. Una rete di networking asservita esclusivamente ai sistemi di sicurezza consente di veicolare i flussi video delle telecamere, gli allarmi e le segnalazioni dei vari sistemi verso il sistema di gestione.
LA SIA s.r.l., grazie alle competenze specialistiche nell’ambito degli impianti di sicurezza, è in grado di progettare tale tipologia di sistemi sia per siti industriali e commerciali che per aree di tipo militare avendo, infatti, elaborato le contromisure necessarie per l’innalzamento degli standard di sicurezza fisica dei siti Leonardo S.p.A., gruppo industriale internazionale attivo nei settori dell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza.

Il rispetto della privacy sin dalla fase di progettazione degli impianti di videosorveglianza

Come noto, il 25 maggio scorso è entrato in vigore il Regolamento UE 2016/679 (in breve “GDPR”) il quale, unitamente al d.lgs. 101/2018 di recepimento dello stesso, ha rinnovato la normativa in materia di privacy.
Una delle novità più rilevanti del GDPR, rispetto alle direttive precedenti, è nel fatto che lo stesso fornisce indicazioni precise sulle architetture di trattamento dei dati, le quali devono garantire il raggiungimento degli obbiettivi di protezione dei dati stessi.
Ciò comporta che tutti gli operatori sono tenuti, sin dalla fase di progettazione di impianti di videosorveglianza e controllo accessi, al rispetto di quanto prescritto della normativa privacy, garantendo così la cosiddetta privacy by design e privacy by default ( ovvero “per impostazione predefinita”).
In breve, la privacy by design e la privacy by default impongono a chi sviluppa un progetto, in cui sia implicato il trattamento di dati personali (come appunto la videosorveglianza ed il controllo accessi in generale), l’introduzione di misure preventive (tecniche, documentali ed organizzative) che siano strutturalmente in grado di garantire la sicurezza del trattamento dei dati sia già nel momento in cui l’architettura stessa è progettata e sia per tutta la durata del trattamento stesso.
Come indicato dallo stesso GDPR, tali misure potrebbero consistere, tra l’altro, nel ridurre al minimo il trattamento dei dati personali, limitando sia l’accesso alle immagini in diretta o registrate e sia l’area ripresa, introdurre sistemi di criptografia delle immagini, offrire trasparenza per quanto riguarda le funzioni e il trattamento di dati personali e consentire al titolare del trattamento di creare e migliorare caratteristiche di sicurezza.
Quella introdotta dal GDPR è una vera e propria rivoluzione, la quale investe il trattamento dei dati non più solo nella fase “operativa” ma si allarga fino ad includere la fase di progettazione ed installazione, rendendo attori nel processo di trattamento dei dati anche le aziende che progettano gli impianti.

BIM - La SIA srl

Cosa significa introdurre in azienda gli standard BIM?

Team La SIA

L’utilizzo di nuove metodologie per la progettazione e gestione di un’opera porta con sé una serie di vantaggi per l’azienda che decide di usufruirne, ma indubbiamente accanto a tali vantaggi vi sono anche dubbi iniziali sulle modalità migliori di utilizzo. Una di queste nuove tecniche rivoluzionarie è sicuramente il BIM, il quale sta portando grandi vantaggi alle aziende, i quali possono essere amplificati mediante l’utilizzo di standards e linee guida. Di seguito potrete leggere un interessante approfondimento sull’argomento scritto da Ernesto Pellegrino, Marika Prete ed Eleonora Palladino che fanno parte del BIM team di La SIA.

L’importanza degli standard BIM

Il settore delle costruzioni sta vivendo forti cambiamenti in termini di metodi e processi che regolano le complesse attività di settore. La maggiore diffusione di tali metodologie di digitalizzazione, che vengono identificate con l’acronimo BIM, accelerano sempre di più questi cambiamenti.
Il BIM, come ogni “metodo” che si rispetti, necessita, o per lo meno acquisisce un maggior valore in termini di qualità, quando viene regolamentato o basato su linee guida e standard.
A questo proposito non sono poche le pubblicazioni, reperibili in rete, di tale documentazione redatte da varie organizzazioni istituzionali.

Gli standard sono come “le fondazioni di un edificio” per la produzione e la gestione di dati e hanno lo scopo di garantire uniformità e coerenza delle informazioni. In un certo senso, senza di essi la collaborazione tra i team di lavoro sarà, nel migliore dei casi, problematica e nel peggiore, porterà al completo fallimento delle attività.
La definizione delle linee guida porterà una serie di vantaggi, alcuni dei quali:
• Incremento della qualità delle informazioni con conseguente aumento della qualità del processo e viceversa
• Riduzione dei tempi delle singole attività operative
• Migliore coordinamento interdisciplinare
• Maggiore sicurezza e consapevolezza sulle modalità di svolgimento delle varie task

Come accennato sopra, ad oggi esistono standard già definiti dai quali ogni azienda potrebbe trarne vantaggio, utilizzandoli come punti di partenza per la definizione delle proprie linee di guida, “cucite” sulle necessità e gli obiettivi aziendali.
Certamente le difficoltà nel redigere tali linee guida non sono poche poiché il settore delle costruzioni è molto complesso ed è caratterizzato da un numero elevato di variabili e di figure coinvolte.
Tuttavia, prima di cominciare a introdurre gli standard BIM all’interno della propria organizzazione, potrebbe essere utile tenere presenti questi 3 concetti:
1. Non esiste un metodo universale
2. L’individuazione degli obiettivi è importante per definire metodi e processi
3. Il software è solo uno strumento, le persone determinano il processo

L’applicazione di queste linee guida fornirà, nel corso del tempo, una serie di feedback che permetteranno di ottimizzare i flussi di lavoro, centrare sempre di più gli obiettivi e soddisfare le necessità dell’azienda.

IoT - La SIA srl

BIM e IoT per incrementare qualità e produttività nel settore AEC: l’importanza della gestione efficiente delle informazioni

Team La SIA

Digital disruption e l’Internet Of Things

In questa fase di implementazione del BIM o di “digitalizzazione” del settore AEC (settore delle costruzioni, Architecture Engineering and Construction), spesso si fa riferimento a nuove tecnologie come ad esempio l’IoT, Internet of Things. Questa tecnologia, offre potenzialmente una serie di benefici al settore delle costruzioni, come ad esempio migliorare la produttività e l’efficienza di sistemi interconnessi.

L’Internet of Things, letteralmente “Internet delle cose” è quindi una tecnologia che permette a dispositivi e apparecchiature, di inviare e ricevere dati. Secondo Wikipedia, per la prima volta il termine “Internet of Things” viene utilizzato da un imprenditore britannico nel 1999 e con il passare del tempo viene definito come un insieme di metodi e protocolli di trasmissione dei dati.

Questo avanzamento tecnologico ha portato con sé quello che nel mondo anglosassone viene definito come “digital disruption” e sta impattando sempre più nei vari settori, non solo quello delle costruzioni. Basta girarsi intorno per capire il grado di diffusione di questa tecnologia, a partire da orologi che ci comunicano di camminare di più, frigoriferi che ci avvisano se “salta la corrente elettrica”, garage che si aprono autonomamente quando torniamo a casa, potremmo continuare con altre decine di esempi, ma il punto è che tutto questo, come per il settore commerciale, sta accadendo anche nel settore delle costruzioni.

Building Information Modeling e IoT

Il collegamento tra BIM e IoT a questo punto sembra quasi ovvio, il metodo BIM infatti riguarda la gestione e l’organizzazione delle informazioni, mentre la tecnologia IoT serve a inviare e ricevere dati. L’utilizzo di dispositivi IoT a servizio di un processo BIM ne amplifica decisamente l’efficienza e gli utilizzi possono essere svariati, dalla manutenzione predittiva, al risparmio energetico, alla gestione della sicurezza, all’efficientamento della logistica di cantiere ed altri ancora.

Per fare un esempio, è stata sviluppata una soluzione IoT basata su cloud Azure e servizi Microsoft di Intelligent Systems, che collega migliaia di sensori all’interno di ascensori, che monitorano una serie di dati, dalla temperatura del motore, all’allineamento dell’albero.

Questa soluzione, orientata al Facility Management o BIM 6D, consente ai tecnici di utilizzare i dati in tempo reale per individuare ad esempio un malfunzionamento o un guasto, permettendo un efficace attività di prevenzione, una diminuzione dei costi ma soprattutto una riduzione importante dei tempi di fermo degli impianti. Un altro esempio di relazione tra BIM e IoT è sicuramente project Dasher di Autodesk, un progetto di ricerca per lo sviluppo di una piattaforma BIM-based che serve a fornire una visione dettagliata sulle prestazioni degli edifici nel tempo.

BIM come Better Information Management

Le possibilità applicative quindi sono tante e possono portare a molti vantaggi, sia in termini economici che di ottimizzazione delle attività, dalla fase di costruzione a quella di gestione e manutenzione.

È importante però considerare che questa tecnologia produce una quantità notevole di dati e non basta semplicemente “associarla” al Building Information Modeling per ricavarne un sistema più efficiente se alla base non è stato studiato un Better Information Management, ovvero un solido processo organizzativo delle informazioni.

laser scanner - La SIA srl

Il rilievo con laser scanner ed il BIM, il connubio perfetto

Team La SIA

Nel processo di innovazione che La Sia ha intrapreso da qualche anno abbracciando la metodologia BIM in tutto il settore architettura non poteva mancare l’aggiornamento delle tecniche di rilievo del costruito. La società si è dotata di una stazione Laser Scanner 3D di ultima generazione per il rilievo digitale mediante tecniche non invasive delle opere civili ed industriali.laser scanner - La SIA srl

Cos’è il Laser Scanner

Il Laser Scanner è uno strumento di misura diretta ad altissima precisione per il rilevamento tridimensionale di oggetti. Lo strumento è in grado di misurare centinaia di migliaia di punti con un’altissima velocità per definire la superficie dell’oggetto rilevato. Il risultato ottenuto è un insieme molto denso di coordinate spaziali che formano la così detta “nuvola di punti”.

Il principio alla base della “misura” di ogni singolo punto è la differenza tra il segnale luminoso (laser) emesso ed il segnale ricevuto dalla macchina. Quasi tutti i moderni laser scanner si possono dividere in due macro categorie a seconda della tecnica impiegata: a tempo di fase (Phase shift based) e a tempo di volo (TFT). I primi utilizzano la differenza di fase tra i due segnali per individuare la distanza del punto mentre la seconda categoria utilizza la differenza di tempo che intercorre tra l’invio e la ricezione del segnale laser.

laser scanner - La SIA srl

Dalla “nuvola” al modello 3D

Ogni volta che si esegue una scansione laser (stazione), lo strumento genera una “nuvola di punti”. Alla fine del rilievo si dovranno unire tutte le nuvole generate mediante appositi software. A seconda della complessità del rilievo e del grado di dettaglio desiderato aumentano il numero di stazioni da eseguire; si passa dalle 4 o 5 per rilevare un appartamento alle oltre 100 per il rilievo esterno di un Outlet come sotto rappresentato.

nuvola di punti - La SIA srl

I moderni laser scanner montano anche una fotocamera digitale HDR per acquisire le immagini dello spazio precedentemente rilevato. Questo permette di “colorare” ogni punto rilevato ottenendo una sorta di foto panoramica a 360° dal punto di scansione.

La potenzialità di questi rilievi sta nel fatto che ogni punto, essendo inserito in un preciso spazio geometrico caratterizzato da coordinate cartesiane x,y,z, è misurabile e con l’aggiunta di un punto georeferenziato tutto il modello assume una precisa collocazione nello spazio fisico reale.

nuvola di punti - La SIA srl

 Esistono tanti software che possono lavorare direttamente sulle nuvole di punti per creare superfici, solidi, piani, fare comparazioni tra diverse nuvole o con altri oggetti solidi (interferenze) e creare modelli navigabili. La nuvola di punti si presta, quindi, come ottima base di partenza per la realizzazione del modello tridimensionale. Nei moderni progetti di restauro o ampliamento di edifici, soprattutto storici, non si può prescindere dall’acquisizione dell’esistente tramite nuvola di punti non tanto per la rapidità di esecuzione del rilievo quanto, soprattutto, per la precisione del modello ottenuto.

nuvola di punti - La SIA srl

Passare quindi dalla nuvola di punti ad un modello 3d è un passaggio lineare che LaSia ha deciso di adottare in tutti i progetti che prevedono un rilievo dell’esistente. All’interno dell’azienda il connubio “nuvola di punti” e BIM è diventato un “must”. In ottica di ricerca e sviluppo si stanno conducendo anche sperimentazioni per il rilievo e la restituzione BIM di “oggetti“ non convenzionali in collaborazione con l’università di Cagliari.

nuvola di punti - La SIA srlOltre al rilievo in architettura il laser scanner è molto efficace anche nell’ambito piping, sia in piccole centrali termiche che in grandi impianti petrolchimici; in alcuni casi è l’unico strumento in grado di identificare cambiamenti e modifiche subite dall’impianto.

Conclusioni

 Anche in questo settore la volontà aziendale di continua evoluzione nelle metodologie di lavoro come nella strumentazione (hardware e software) ha comportato ingenti investimenti sia in termini economici che, soprattutto, in termini di risorse umane. L’azienda ha acquisito e formato il personale specializzandolo per utilizzare e sfruttare al meglio queste tecnologie.

BIM - La SIA srl

Al passo con l’innovazione: La SIA E IL BIM

Team La SIA

Il settore industriale AEC negli ultimi anni è investito da un importante processo innovativo generale, in particolar modo riguardo le modalità di gestione delle informazioni durante tutte le fase progettuali, e la SIA, in linea con il suo spirito innovatore, è pienamente al passo con questa evoluzione.

Sempre più diffuso è il concetto di sostenibilità legato ad una rigorosa attenzione durante tutti gli stadi del ciclo di vita di un’opera, dalla sua concezione, progettazione, costruzione, fino alla gestione in fase operativa, alla demolizione ed all’eventuale riuso. E’ quindi indispensabile rendersi competitivi e prendere parte a tale innovazione, la quale ha introdotto un nuovo metodo di lavoro basato su un processo di generazione e gestione dei dati del manufatto durante tutte le sue fasi.

La società ha fatto sua questa metodologia denominata BIM (Building Information Modeling).

Il termine BIM sta ad indicare una metodologia per l’utilizzo di una risorsa di conoscenza condivisa, ovvero un modello virtuale reso intelligente, il quale contiene tutte le informazioni necessarie per il progetto e la gestione di un’opera.

Non bisogna quindi confondere BIM con un tipo particolare software, né con il semplice possesso delle informazioni!

Dal CAD al BIM

Il BIM segna il passaggio dal sistema del disegno tradizionale e del CAD 2D e 3D, in cui vengono utilizzate entità bi e/o tridimensionali come supporto per la visualizzazione delle geometrie dell’edificio, a un sistema in cui le geometrie sono componenti costruttivi parametrici: queste hanno un preciso codice di regole, variabili e informazioni immagazzinate all’interno di un database e in cui l’aspetto grafico è solo uno degli attributi che un componente possiede.

Vantaggi

Possiamo quindi dire che un modello BIM è un modello multidimensionale in cui possono coesistere:

  • 2D: Per la produzione della documentazione e degli elaborati di disegno
  • 3D: Per la modellazione architettonica, strutturale e impiantistica
  • 4D: Per la programmazione e la gestione temporale
  • 5D: Per la stima dei costi e la gestione economica
  • 6D: Per il facility management
  • 7D: Per la sostenibilità energetica

Un simile approccio ha migliorato inevitabilmente l’efficienza del flusso lavorativo aziendale consentendo notevoli vantaggi, a livello tecnico e procedurale:

  • migliore coordinazione e collaborazione tra le diverse discipline, che possono essere integrate nello stesso modello;
  • gestione delle interferenze ed eliminazione degli errori già in fase progettuale;
  • estrazione automatica, in tempi rapidi, di tutte le viste bidimensionali del modello;
  • maggiore precisione dei computi metrici e delle stime dei costi mediante la loro correlazione al modello virtuale con acquisizione reciproca dei cambiamenti in tempo reale;
  • possibilità di creazione e implementazione di librerie di elementi parametrici, riutilizzabili in più progetti;
  • migliore controllo del progetto mediante simulazioni e analisi energetiche, ambientali, strutturali;
  • semplificazione dei processi di comunicazione e valutazione dei progetti con scelte consapevoli da parte dei clienti;
  • migliore gestione del cantiere in ogni fase;
  • consegna più rapida dei progetti e della documentazione senza errori;
  • realizzazione di rappresentazioni grafiche convincenti.

Applicazioni

Tutti questi aspetti stanno diventando uno standard nel modo di progettare di La SIA.

Esemplare l’utilizzo del BIM all’interno del progetto di ristrutturazione della sede degli uffici Telecom di Acilia (Roma). Il controllo del progetto nelle fasi del definitivo e dell’esecutivo, trattandosi di un complesso di 50.000 mq, non sarebbe stato possibile senza l’utilizzo del BIM. Il modello virtuale e le informazioni in esso contenute hanno consentito, in un rapporto di tempi e risorse contenuto, lo studio di varie ipotesi progettuali in base alle richieste della committenza, con l’estrazione in tempi rapidi di tutti i disegni 2D e 3D, la generazione automatica dei computi metrici, la gestione delle interferenze mediante la clash detection tra architettura e impianti, l’integrazione di valutazioni energetiche mediante studi della radiazione solare, dell’illuminazione naturale e artificiale degli ambienti e dell’impatto ecologico dei materiali selezionati. Ultimo aspetto, ma non meno importante, è l’integrazione di strumenti per la realtà virtuale per la visualizzazione immersiva con la comunicazione al cliente delle scelte progettuali.

La SIA è all’avanguardia anche nell’ambito del BIM per la restituzione dell’esistente,mediante l’utilizzo della tecnologia del rilievo con Laser Scanner. Evidenti sono i vantaggi apportati dall’integrazione dei dati forniti da questo strumento all’interno di un modello virtuale, l’esperienza della modellazione della imponente struttura commerciale di Soratte ne è la dimostrazione.

Nuove figure

Il passaggio al metodo BIM sta portando, altresì, ad un cambiamento della metodologia di lavoro tradizionale sia a livello di software e sia, soprattutto, a livello di competenze. Il primo passo è, certamente, prendere consapevolezza che il processo di implementazione del metodo BIM richieda un iniziale investimento di tempo e denaro nonché coinvolgere in tale cambiamento tutte le risorse. Ed è proprio per questo che La SIA ha creato un gruppo di lavoro giovane, formando le risorse, da inserire nei processi, in materia di procedure, contenuti e conoscenze utili alla comprensione degli obiettivi da raggiungere.

Per ulteriori approfondimenti riguardanti lo stato normativo sul BIM: https://www.bimportale.com/normativa/

costi di costruzione vs costi di manutenzione edificio - La SIA srl

Costi di costruzione vs costi di manutenzione di un edificio

Team La SIA

Nelle fasi progettuali dell’edilizia moderna le valutazioni effettuate da un committente privato o da una stazione appaltante, vanno oltre la sola realizzazione dell’opera stessa. Partendo dalla fase di progettazione si considerano ulteriori componenti che influiscono sulle scelte progettuali, ovvero manutenzione, costi d’esercizio ed il valore residuo finale della costruzione.
La manutenibilità, è uno dei requisiti progettuali che entrano in maniera predominante nella fase progettuale in quanto i suoi costi rappresentano una quota rilevante nella spesa di gestione del patrimonio immobiliare.
Il Life Cycle Cost è un metodo di valutazione che consente di individuare il costo complessivo di un opera, valutando il suo integrale ciclo di vita. Il costo globale di un bene durevole è costituito dal prezzo di acquisto e da tutte le spese necessarie per la sua utilizzazione nel corso della sua vita utile.
Se di un edificio si osservano tutti i costi sostenuti nel suo ciclo di vita si osserva che il costo globale è la somma dei seguenti fattori: Costo iniziale di produzione + Costi d’uso + costo di demolizione (o valore residuo positivo o negativo, che il bene possiede al termine della vita utile).
Tale stima globale dei costi è fondamentale per decidere se investire nel processo edilizio vagliando tutte le fasi: ideazione, costruzione e gestione dell’edificio.
Questo approccio consente di ottimizzare i costi di costruzione e del suo impiego, il suo utilizzo è suggerito dal DPR 207/2012 e dalla UNI CEI EN 16001 Sistemi di Gestione dell’Energia (Appendice A).
Oggi è possibile stimare i costi di manutenzione, utilizzando il “piano di manutenzione” che la legge prevede come elaborato obbligatorio del progetto esecutivo (Artt. 33 e 38 del DPR 207/10) per tutte le opere pubbliche e private.
La definizione di manutenzione ci viene fornita dalla Norma UNI EN 13306:2003: “è la combinazione di tutte le azioni tecniche, amministrative e gestionali, durante il ciclo di vita di un’entità, volte a mantenerla o riportarla in uno stato in cui possa eseguire la funzione richiesta”.
Secondo vari illustri studi in materia per ogni euro speso per la costruzione di un edificio se ne spendono tra i 5 ed i 7 per la sua manutenzione, in particolare la società inglese «Royal Academy of Engeneering» ha analizzato i costi tipici di un Edificio per uffici, in trenta anni, e ne ha ricavato un rapporto di 1:5:200 relativamente a costi di costruzione, costi di manutenzione e i costi di esercizio.
Come possono le società di costruzione minimizzare questo grande divario tra i costi?
La SIA sta affrontando tale sfida utilizzando il metodo BIM, ovvero quel processo di sviluppo, crescita e analisi di modelli multi-dimensionali virtuali generati in digitale per mezzo di software.
Il metodo BIM si basa sul coordinamento tra i vari attori coinvolti nella “vita” dell’opera favorendo la comunicazione, la cooperazione, la simulazione e il miglioramento dei processi in tutte le loro fasi, a partire da quella progettuale, attraverso la fase di realizzazione, fino a quella di uso e manutenzione.
Il modello digitale, contenendo tutte le informazioni necessarie alla gestione dell’opera, costituisce uno strumento estremamente efficace per la pianificazione delle attività legate al facility management. Nella metodologia BIM questa attività è chiamata 6D e rappresenta l’utilizzo “smart” delle informazioni permettendo di ottimizzare tempi e costi.

Ristrutturazione di edificio storico per sede uffici a Roma

Team La SIA

L’intervento di ristrutturazione in questione ha avuto come finalità l’adeguamento interno di uno storico Edificio nel centro di Roma, nei Pressi di Piazza Bologna. La società INWIT spa facente parte del gruppo TELECOM ha commissionato a La SIA tale intervento per la realizzazione della sede direzionale. L’intervento consta di una redistribuzione degli spazi di lavoro. E’ stato inoltre necessario riammodernare ed adeguare il sistema impiantistico per garantire agli uffici i più alti standard qualitativi.

L’immobile è sito a Roma in Via Giovanni Battista De Rossi nelle vicinanze di Piazza Bologna all’interno del territorio del municipio II.
Il Palazzo fa parte di un gruppo tre di palazzine edificate nei primi anni ’30.
La palazzina è composta da quattro piani più copertura praticabile.
Ogni proprietà ha un proprio accesso stradale e pedonale riservato, con corte privata pertinenziale.
La palazzina è dotata di due corpi scale e ascensore posizionato nel corpo principale, il quale abbiamo dovuto modificare in via prioritaria per agevolare l’accesso ai piani da parte di persone diversamente abili.
L’accesso principale è al piano terra, il quale è in parte interrato nel lato che affaccia su via di Villa Ricotti a quota diversa dalla corte d’ingresso.
I restanti piani sono serviti invece da Generose aperture che affacciano su tre lati.
La copertura praticabile panoramica fa parte dei locali tecnici ed è accessibile solo dal quarto piano attraverso delle scale a chiocciola.
L’edificio ha una pianta irregolare con un lato del proprio perimetro a forma di esedra. Gli spazi interni dunque sono distribuiti attorno al corpo scale che ruota rispettando lo stesso raggio di curvatura.
Questo ha reso difficile far collimare la distribuzione dei nuovi spazi con le geometrie tecniche dei controsoffitti e dei pavimenti esistenti.
La sfida principale è stata quella di posizionare innanzitutto i pesanti macchinari per il trattamento dell’aria all’interno di spazi angusti e poi i canali di areazione in maniera tale da non intaccare le facciate realizzando l’intervento nel rispetto di tutte le caratteristiche intrinseche ed estrinseche ed in completa linea con le prescrizioni normative del caso visto che l’edifico risulta vincolato dalla soprintendenza capitolina.
L’intervento di ristrutturazione e adeguamento ha riguardato principalmente la disposizione degli spazi interni attraverso apposita ricerca di materiali e arredi, secondo le linee guida suggerite dalla committenza.
Al piano terra si è provveduto alla rimozione delle pareti mobili divisorie appartenenti ad una vecchia istallazione e sono stati ricollocati i servizi per permettere la creazione di un idoneo passaggio fino alle nuove aperture dell’ascensore ed agevolare il passaggio di persone diversamente abili.
In questo piano è stato ricavata una control room, un’area meeting/buvette e nell’area open è stato installato un LEDWALL che nasconde un locale LAN.
L’approvvigionamento elettrico delle postazioni è stato effettuato attraverso prese a muro distribuite con canalina integrata appositamente progettata e posizionata sotto la scrivania.
Nei piani alti sono state abbattute alcune tramezzature in maniera tale da realizzare degli open space in linea con le esigenze distributive della committenza.
Le pareti delle stanze che danno sui percorsi distributivi nei pressi dello sbarco dell’ascensore d’accesso ai piani sono invece state realizzate in vetro con montanti in alluminio satinato, in maniera tale da far affluire una maggiore quantità di luce nel corridoio d’ingresso che è stato allargato per permettere un passaggio agevole alle persone diversamente abili e per beneficiare di un maggiore respiro, in termini dimensionali/percettivi, dello spazio di ingresso.
E’ stato realizzato un controsoffitto tecnico fonoassorbente atto ad ospitare gli opportuni impianti di canalizzazione meccanica e le dorsali elettriche.
Le aree geometricamente più difficili da configurare con quadrotte standard, in special modo nel corridoio e nelle stanze dove l’immobile evidenzia una curvatura maggiore dell’impianto murario, sono state realizzate in lastre di cartongesso e munite di botole ispezionabili.
I servizi ai piani superiori non hanno subito variazioni oltre la realizzazione di un nuovo bagno per persone diversamente abili, al terzo piano.
Il quarto e ultimo piano, destinato all’apparato dirigenziale, ha subito un intervento meno invasivo perché era già abbastanza adatto alle esigenze distributive.
In questo piano, per quanto riguarda la pavimentazione, abbiamo deciso di intervenire ripristinando il vecchio pavimento in legno, a spina di pesce, attraverso lucidatura e levigatura e ripristino nei punti critici attraverso una mappatura precisa dei materiali.
Sono stati effettuati interventi puntuali specifici con riprese e rifacimento degli opportuni bindelli e sono anche state realizzate nuove porzioni di parquet per poter omogeneizzarne la tessitura.
Vista l’impossibilità a realizzare torrette per la distribuzione elettrica e LAN, è stato progettato un apposito arredo, sfruttando le pareti perimetrali in maniera tale da nascondere il passaggio dei cavi fino alle postazioni.
All’ultimo piano è stata collocata un’ampia sala riunioni da 20 posti, con una parete mobile divisoria centrale a scomparsa con l’intento di realizzare uno spazio flessibile. Tale sala è dotata di tavolo divisibile e progettato su misura che con l’ausilio della parete divisoria permette lo sdoppiamento fisico e funzionale dello spazio grazie anche al doppio accesso.
L’intervento ha tenuto conto nel suo complesso di tutte le esigenze espresse dalla committenza rispettando sempre la valenza storica dell’edificio.

Indagini diagnostiche di solai in calcestruzzo armato tramite metodologia non distruttiva – termografia e sfondellamento

Team La SIA

La Sia S.r.l., società di Ingegneria, offre un servizio di indagini diagnostiche per solai in calcestruzzo armato volte ad individuare fenomeni di sfondellamento delle pignatte e distacco di intonaco. Le indagini sono eseguite mediante tecniche non distruttive di termografia civile e sfondellamento effettuate da personale specializzato, Ingegneri e Architetti, abilitati “UNI EN ISO 9712:2012” e “Regolamento interno Bureau Veritas IT-IND-REG-02_NDT.CIV”.

– COSA E’ LO SFONDELLAMENTO (CAUSE E PERICOLO)-

Per sfondellamento del solaio si intende il distacco e la successiva caduta del fondello inferiore delle pignatte. Tale fenomeno è causato da un insieme di fattori riconducibili principalmente a:

-Errata progettazione della pignatta. Un disegno errato delle cartelle provoca una concentrazione dello stato tensionale nelle pareti della stessa pignatta con il conseguente distacco del fondello o la rottura interna delle stesse cartelle.

-Difetti di progettazione strutturale. Scarsa regolarità in pianta del solaio, luci eccessive dei travetti o delle travi a spessore comportano un aumento tensionale nelle pignatte fino al raggiungimento della resistenza meccanica del laterizio con la conseguente rottura dello stesso.

-Difetti di realizzazione. Riscontrabile principalmente nei solai gettati in opera, consiste in difetti legati alla segregazione del calcestruzzo e/o al posizionamento con poco o assente copriferro nei travetti. Il fenomeno di sfondellamento nel caso in esame risulta essere discontinuo e distribuito a macchia sul solaio.

-Problemi di manutenzione. Interventi ripetuti negli anni senza un vero programma di manutenzione strutturato nel tempo; è il caso dei controsoffitti, degli impianti e dei corpi illuminanti che spesso vengono appesi al plafone senza particolari accorgimenti costruttivi con tecniche e materiali di fortuna.

È importante ricordare che il fenomeno non avviene quasi mai per uno solo dei motivi indicati ma è in genere il risultato della presenza di due o più delle cause sopra riportate.

Lo sfondellamento non comporta pericolo per la struttura in quanto il laterizio assolve solamente al compito di alleggerire il solaio, tuttavia comporta un importante pericolo per l’incolumità delle persone che frequentano i locali soggetti al fenomeno. Basti pensare che il peso della massa distaccata si aggira tra i 20 ed i 40 kg/m2 e che spesso il fenomeno non è puntuale ma interessa porzioni di solaio, ad esempio per un distacco di 10 m2 si ha una massa di circa 300 – 400 Kg in caduta dal plafone sulle persone e sugli oggetti presenti nell’ambiente.

– COME VIENE SVOLTO IL SERVIZIO DI INDAGINE –

Il servizio di indagine offerto da La Sia S.r.l. è volto all’individuazione dei fenomeni di distacco attualmente in atto e all’individuazione delle cause che hanno innescato o possono innescare lo sfondellamento.

Le indagini si compongono di diversi momenti di approccio all’edificio e ai singoli ambienti. Propedeutica all’indagine stessa è l’analisi storico critica, volta allo studio della tecnologia costruttiva utilizzata per la realizzazione dell’edificio, all’individuazione degli interventi strutturali e non, che hanno caratterizzato la manutenzione durante la vita dello stabile; tale conoscenza si realizza mediante lo studio dei progetti originali e della documentazione reperita e fornita dal committente.

Successivamente alla redazione di un piano di indagine accurato e particolareggiato per l’edifico in esame, viene eseguito il sopralluogo in sito che si compone dei seguenti step operativi:

-Indagine visiva preliminare volta all’individuazione di ammaloramenti, infiltrazioni attive o pregresse, quadro fessurativo.

-Indagine termografica per l’approfondimento di quanto riscontrato nell’indagine visiva e l’individuazione dell’orditura ed il posizionamento dei travetti.

-Saggi esplorativi genericamente eseguiti tramite piccoli carotaggi ed endoscopie al fine di confermare la tipologia e la stratigrafia del laterizio.

-Battitura manuale sul 100 % della superficie di intradosso dei solai con l’individuazione di particolari zone di interesse che hanno mostrato un comportamento disomogeneo rispetto alla tipologia del solaio.

-Battitura strumentale tramite acquisitore sonico-acustico eseguita in stazioni predisposte su una griglia stabilita in funzione della planimetria. Inoltre si procede ad un approfondimento di tutte le zone che hanno mostrato comportamenti anomali durante la battitura manuale.

-Verifica stato e prove di carico sui sistemi di ancoraggio di tutti i corpi appesi al plafone (controsoffitti, impianti e lampade).

Dall’analisi della battitura strumentale, in accordo alle normative in materia ed alle convenzioni utilizzate, si possono individuare fasce di degrado analizzate con metodologia diagnostica:

-Rischio non significativo (solaio in buono stato)

-Rischio basso (difetti visivi o micro fessurazioni superficiali limitate al solo strato dell’intonaco; infiltrazioni non recenti e/o localizzate)

-Rischio medio (fessure e cavillature superficiali sull’intonaco senza particolari segni di deperimento, presenza di infiltrazioni, anche diffuse)

-Rischio alto (distacco evidente dell’intradosso con rigonfiamento dell’intonaco; fessure e crepe si allargano e/o si muovono durante la battitura nelle zone limitrofe al danno rilevato; sussiste un rischio concreto di caduta di materiale)

-Dissesto in atto (presenza del fenomeno di sfondellamento; distacco evidente dell’intradosso con rigonfiamento dell’intonaco; fessure e crepe si allargano e/o si muovono vistosamente durante la battitura nelle zone limitrofe al danno rilevato e si verifica caduta di materiale durante le indagini)

L’ultimo passaggio del servizio consiste nella redazione di tavole e relazioni tecniche con l’individuazione grafica e cromatica delle anomalie riscontrate. Tramite le fasce di degrado prima elencate, vengono evidenziate zone singolari o intere aree interessate dal fenomeno, inoltre vengono riportati sia il quadro fessurativo che le infiltrazioni visibili ad occhio nudo o tramite indagine ad infrarossi.

Lo studio così condotto termina con delle conclusioni e delle considerazioni che individuano le possibili motivazioni che hanno portato alla criticità, lo stato e l’estensione dell’anomalia riscontrata.

Per ulteriori approfondimenti potete seguire anche i seguenti link:

Livelli di qualificazione UNI EN ISO 9712

Sfondellamento e caduta intonaco nei solai: indicatori di rischio per la manutenzione degli immobili (parte 1)

Sfondellamento e caduta intonaco nei solai: indicatori di rischio per la manutenzione degli immobili (parte 2)

Sfondellamento dei solai (latero cementizi): Analisi delle cause, diagnosi e interventi

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